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Bologna,  Emilia-Romagna,  Italia

Visitare Bologna in 36 ore: il mio itinerario

Bologna è una città che fa sempre piacere rivedere. L’offerta culturale è molto alta, così come quella gastronomica, con piatti tipici da gustare fino in fondo. Come tanti anni fa, quando ero venuto qui in gita di seconda superiore, sono tornato a casa felice per il (poco, purtroppo!) tempo trascorso in Emilia. Devo dire che non è stata una full immersion nella città, non è stata una ricerca sfrenata di attrazioni e punti di interesse, bensì ce la siamo goduta, mettiamola così. Nell’articolo voglio parlarvi di come visitare Bologna in 36 ore, sulla base della mia esperienza.

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Visitare Bologna in 36 ore – Dove Dormire

 

Partiamo in 4 di prima mattina e ci sistemiamo nell’Hotel Centrale, in splendida posizione a due passi da via Ugo Bassi, con camera quadrupla abbastanza spaziosa, bagno privato e vista sulle torri. Prezzo 96€ in tutto, per una notte con wifi e colazione inclusa. Ne rimaniamo soddisfatti.

 

Visitare Bologna in 36 ore – 1^ Giorno

Pomeriggio

Arrivando verso il primo pomeriggio, iniziamo cercando subito qualcosa da mettere sotto i denti. Troviamo un locale in cui ci tuffiamo immediatamente nella cucina emiliana: ecco le tigelle, ovvero delle specie di focaccine farcite con vari ingredienti come salame, pesto, lardo.

Sicuramente quattro tigelline non ci sfamano, ma teniamo tutto per aperitivo e cena in trattoria.

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Il freddo si fa sentire, tuttavia le strade sono piene di gente, soprattutto Via Indipendenza, ovvero la strada principale che porta fino alla stazione, e Via Ugo Bassi. Piazza Maggiore ci accoglie con la bellissima Basilica di S. Petronio, mentre a fianco troviamo la Piazza del Nettuno, con l’omonima fontana.

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Due tappe essenziali durante una visita a Bologna sono, a mio avviso, la finestrella di Via Piella e la Torre degli Asinelli.

E pensare che mai mi sarei sognato che Bologna avesse dei canali. Canali sotterranei e nascosti che non possono non ricordare la splendida Venezia. Se vi trovate in via Indipendenza, girate in via Bertiera ed entrate in via Piella: è qui che abbiamo trovato la famosa finestrella che si affaccia sul canale delle Moline. Uno scorcio interessante e inaspettato.

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Ma se penso a Bologna, qual’è la prima cosa che mi viene in mente?? Tortellini!? Sì, forse. Eppure penso subito alle due torri, il simbolo cittadino, la Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda. Realizzate in muratura, un tempo svolgevano principalmente funzioni di tipo militare.

Si trovano all’ingresso della città, in Piazza di Porta Ravegnana, e si può salire sulla Torre degli Asinelli, al costo di 3€. Sono ben 498 scalini (quattrocentonovantotto) e 97m d’altezza. Scalini stretti e tanti visitatori. Non è stato semplicissimo arrivare 😀

Quando sei lì, tuttavia, la vista è gratificante. Un bellissimo panorama su Bologna e le sue costruzioni dai tetti rossi, se non sulla “torre gemella”, più bassa.

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Sono circa le 18, Bologna comicia a illuminarsi e noi ci dirigiamo verso l’Antica Fiera di Santa Lucia. Si trova nella Strada Maggiore, sotto i portici della Chiesa dei Servi. Una serie di bancarelle mostra e attira la gente con addobbi, decorazioni, prodotti artigianali, dolciumi, vin brulè. E’ l’ultimo giorno di fiera, visto che si svolge ogni anno da metà novembre fino al 26 dicembre, con orario 09.30-20.00.

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Sera

E’ il momento dell’aperitivo! Il locale lo trovo in rete, su una pagina che elenca i dieci migliori posti in cui aperitivare a Bologna. E’ il Marsalino che prende il nome dalla sua ubicazione, ossia via Marsala. Vado sul classico, uno spritz, preparato diversamente però per via dell’utilizzo del Lambrusco: si chiama Spritz Emilia. Da stuzzicare abbiamo patatine e fettine di pizza calda.

 

Visitare Bologna in 36 ore richiede una giusta dose di rifornimento, ancora meglio se tipico della zona. Grazie a The Fork (app sempre utilissima!), prenotiamo online un tavolo presso la Trattoria Dai Birichini, in Piazza Malpighi, ottenendo uno sconto del 20% sul prezzo finale. Un posto molto tranquillo, nonostante fosse la sera del 26 dicembre. C’eravamo solo noi e un altro tavolo occupato.

Dopo un tagliere di affettati come antipasto, mi lancio dapprima sulle tagliatelle alla mortadella, davvero squisite, e poi sui bocconcini di pollo con pancetta, rucola e balsamico. Cenetta coi fiocchi insomma!

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Anche i miei amici non scherzano in quanto a piatti eh: gramigna con salsiccia, strozzapreti con guanciale e pomodoro fresco, giugetti romagnoli. Il tutto accompagnato da una bottiglia di vino locale Camerlò.

Così concludiamo la prima -mezza- giornata a Bologna. Pronti a riposare e svegliarci in piena forma.

 

 

Visitare Bologna in 36 ore – 2^ Giorno

 

Il giorno dopo decidiamo di sfruttare appieno la colazione. Una bella abbuffata e via, siamo pronti per vedere le ultime cose.

E’ una bellissima giornata, il sole e il freddo fanno da protagonisti. Nei pressi di Piazza Maggiore è fermo il classico trenino turistico che attraversa la città: decidiamo di fare il giretto.

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Prossima tappa la Basilica di Santo Stefano, un complesso monumentale costituito da ben sette chiese. Tuttavia l’aspetto originario è andato perso e tutt’oggi rimangono solo quattro edifici religiosi dei sette iniziali.

Pare che l’ideatore della Basilica sia stato, nel V secolo, San Petronio, allora vescovo di Bologna. Fece costruire da subito la Chiesa del Santo Sepolcro, ma il suo reale obiettivo era quello appunto di mettere in piedi un sistema di sette chiese che riproducessero i luoghi della passione di Cristo.

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Dopo una visita alla Basilica di S. Stefano, siamo pronti per il pranzo. Optiamo per l’Osteria dell’Orsa, dove dobbiamo attendere fuori mezzoretta perchè il locale è al completo. La mia esperienza in Emilia mi ha insegnato che la prenotazione anticipata è necessaria!

Riusciamo a trovare un tavolo al piano di sotto, l’atmosfera è diversa rispetto alla trattoria della sera prima. Infatti il locale si presenta colmo di gente, si sente un vociferare continuo, in un ambiente più semplice e alla mano. Ciò che non cambia è la qualità del cibo, sempre ottima.

Dopo una crescentina con mortadella e scquaquerone, arrivano i ravioli ricotta e carciofi con fonduta di scamorza e vin cotto. Tantissima roba!

visitare bologna 36 ore osteria dell orsa

Finisco con mascarpone con gocce di cioccolato e amaretti. Anche stavolta la dieta la prossima volta! 😀

Un favoloso pranzetto con cui praticamente salutiamo Bologna, dato che usciamo dalla trattoria in pieno pomeriggio. Ultima tappa lo stadio Dall’Ara, dove noi amanti del calcio scattiamo qualche selfie-ricordo.

Se intendete visitare Bologna in 36 ore, o forse anche meno come nel mio caso, ecco quindi i suggerimenti e i consigli per tornare a casa soddisfatti. Io mi sono divertito parecchio e mi auguro in futuro di tornare.

 

Voi conoscete il capoluogo emiliano? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti, se vi va!

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