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Scoprire la Val Neva: visita ai borghi di Zuccarello e Castelvecchio di Rocca Barbena

Famosa per la bellissima riviera che si estende da Ventimiglia al Golfo dei Poeti, la Liguria è in grado di offrire molto anche a livello di entroterra. Non a caso alcuni paesini posti sopra le varie località marine sono considerati tra i più belli d’Italia, fatti di autenticità, tradizione e silenzio surreale. Avete quindi un buon motivo per venire con me a scoprire due di questi caratteristici borghi. Essi, insieme a Cisano, formano la Val Neva, vallata del savonese che prende il nome dall’omonimo torrente.

Il Neva ha origine nel Monte Galero, al confine tra Piemonte e Liguria. Scende giù attraverso curiosi centri abitati, su un tratto che ripercorre l’antica Via Julia Augusta. Il torrente s’incrocia poi con il Pennavaira e forma il fiume Centa.

Ma è ora di raccontarvi un pò dei borghi di Castelvecchio di Rocca Barbena e Zuccarello.

 

Scoprire la Val Neva: come arrivare

 

In Val Neva si può arrivare in due modi, a seconda che si parta dal Piemonte o dalla Liguria. Ho preso come punto di arrivo Castelvecchio di Rocca Barbena, Bandiera Arancione del Touring Club.

  • Dalla Liguria: basta prendere l’autostrada A10 e uscire al casello di Albenga. Da lì ci si inerpica per la strada provinciale SP582 del Colle di S. Bernardo. In 30 minuti si arriva a destinazione.
  • Dal Piemonte: si utilizza l’autostrada A6 fino a Ceva. Qui si esce e si prosegue lungo la strada statale SS28 fino quasi a Garessio. Una deviazione a sinistra porta sulla SP582 che in mezz’ora conduce a Castelvecchio.

 

Scoprire la Val Neva: due borghi da visitare

 

Il mio itinerario è durato circa 7 ore, più o meno dalle 10.30 fino alle 17.30. Ho cominciato col paese più vicino al Piemonte, ovvero Castelvecchio di Rocca Barbena, per poi scendere a Zuccarello. Complici gli orari invernali, non sono riuscito a fermarmi a Cisano sul Neva, primo comune ligure della vallata che s’incontra salendo da Albenga.

Riguardo il pranzo, consiglio una sosta alla Trattoria Malco, sita in Via Roma, nel cuore del borgo di Castelvecchio. Il locale ha una certa età, vista la sua nascita datata 1913. Tuttavia continua a deliziare i palati con piatti fatti in casa, come ravioli e tagliatelle, e la specialità del coniglio allo steccadò (una particolare erba aromatica).

 

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Castelvecchio di Rocca Barbena: gioiello della Val Neva

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Prima tappa della giornata a Castelvecchio di Rocca Barbena, inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia. Prende il nome dall’antica fortezza posta sulla sommità, oggi privata, che domina sul centro abitato, aggrappato a un grande sperone di roccia.

Situato a 420 m alle pendici della Rocca Barbena, montagna delle Prealpi Liguri, e abitato da neanche 150 anime, Castelvecchio ha saputo mantenere nel corso dei secoli una perfetta autenticità. Nato come feudo della famiglia marchese dei Clavesana, ha vissuto diversi cambiamenti durante la sua storia. Dapprima da parte dei marchesi Del Carretto, poi da Savoia e Repubblica di Genova. Nel 1815 fu annesso al Regno di Sardegna e in seguito, nel 1861, entrò a far parte del Regno d’Italia.

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Come dicevo, Castelvecchio di Rocca Barbena, posizionato in cima alla Val Neva e lungo un’antica e importante via commerciale, è lo stesso borgo di centinaia d’anni fa.

Al punto d’arrivo è situato un parcheggione in cui lasciare il mezzo e iniziare la discesa verso il centro. L’atmosfera, soprattutto d’inverno, è di quelle che piacciono a me: silenzio e pace. Ogni tanto interrotto dalle parole dei visitatori, meravigliati di fronte alla bellezza del paese. Sì perchè Castelvecchio cattura all’istante, grazie a un labirinto di caruggi che s’incrociano, sbucando fuori in piazzette dove il tempo sembra essersi fermato.

Castelvecchio di Rocca Barbena: cosa fare

Tra queste, segnalo la Piazza della Torre, datata 1492. In questo spazio trova posto la “Torre dell’Impiccato” del 1448 e l’Oratorio dei Disciplinati di S. Maria Maddalena, oggi sede di una confraternita. Si può anche notare una parte della cinta muraria che in passato aveva lo scopo di proteggere il borgo da eventuali attacchi nemici.

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Passando sotto la vecchia Porta Soprana, si accede al caratteristico centro. Le strette viuzze e le ripide scalinate conducono all’antico Castello, attraverso case-fortezza di pietra, collegate tra loro grazie ad archi rimasti intatti. Inutile che ve lo dica, ma qui i dettagli si sprecano! Trascorrere gran parte del tempo a scattare foto a raffica è cosa buona e giusta, davanti alla magia del borgo. Porticine e finestrelle, adornate di vasi di fiori e graziose decorazioni, invogliano a farlo – oserei quasi dire costringono.

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Scendendo invece verso la parte bassa di Castelvecchio di Rocca Barbena, si arriva in Piazza Cavour, chiamata anche Piazza delle Erbe, per via del prato luogo di ritrovo dei bambini. Da qui si gode di una splendida vista sia sul borgo che sul territorio naturale circostante.

In questa zona si possono ammirare gli antichi lãvaui, i lavatoi pubblici dove si faceva il bucato, e i forni, sporgenti dai muri delle case, in cui veniva cotto il pane per il paese.

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Come avete visto, Castelvecchio è un luogo imperdibile durante una visita alla Val Neva.

 

 

Zuccarello: capitale del Marchesato

Bastano dieci minuti di macchina, in discesa direzione mare, per raggiungere un altro delizioso borgo della Val Neva. Ecco Zuccarello, a cui si può arrivare anche tramite un interessante percorso di trekking chiamato Sentiero di Ilaria del Carretto, che in un’ora e un quarto porta da qui a Castelvecchio. Ilaria del Carretto era la figlia del Marchese di Zuccarello, morta a soli 26 anni in seguito a un parto. Una statua in bronzo della giovane è posizionata all’ingresso del borgo, mentre il monumento funebre si trova presso il Duomo di Lucca.

Risalente al XIII secolo, ha una storia simile a quella di Castelvecchio di Rocca Barbena. Sono stati i Clavesana a dargli vita, nel 1248, per poi cederlo ai Del Carretto che ne hanno fatto il regno del Marchesato. Oltre al preesistente Castello, utilizzato in caso di emergenza, è stato costruito l’attuale Palazzo Marchionale, sede ufficiale della nobile famiglia, situato all’interno del borgo.

Il resto della storia vede i Marchesi cedere la proprietà ai Savoia che se la contendono con la Repubblica di Genova durante la Guerra di Zuccarello. Dal 1800 il comune viene annesso prima al Regno di Sardegna e poi al Regno d’Italia.

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Zuccarello: una passeggiata nel centro

Il cuore di Zuccarello è Via Tornatore, l’asse principale che taglia il borgo. Si comincia in Piazza IV Novembre, dov’è presente un ponte che attraversa il Neva. Sapete che Zuccarello è conosciuta soprattutto per il suo famoso ponte? Bene, non è questo, ma un altro, molto più caratteristico.

A dare il benvenuto c’è Porta Soprana, facente parte delle antiche mura che collegavano il borgo al Castello. Passando sotto il torrione medievale, ci si ritrova nella strada principale. Ad arricchirla sono i pittoreschi portici situati ai lati, posti sotto a vecchie case color pastello. All’interno delle botteghe, abbellite con botti ricoperte da fiori, si svolgevano le attività commerciali. Curiosa la presenza di aperture a fianco delle porte, ripiani su cui venivano messi in mostra i prodotti da vendere.

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Da non tralasciare le deviazioni che s’incontrano lungo la via. Una, per esempio, indica il percorso per salire fino al Castello; un’altra conduce alla Porta del Mulino. Essa, costruita nel XV secolo, permetteva di uscire dal borgo fortificato e raggiungere mulini e frantoi.

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Gli amanti di architetture religiose non resteranno delusi, di fronte e all’interno della chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo, il cui campanile rappresenta la struttura muraria più antica del paese. Entrando nell’edificio, ci si ritrova in uno spazio piuttosto grande, ricco di affreschi e opere del XV – XVI secolo, e contenente un organo a canne del ‘400.

Tra le strutture religiose, presente anche l’Oratorio di S. Maria Nascente, nella cui volta è raffigurata la Vergine in cielo circondata da nuvole e angeli. Al piano basso della costruzione, ha sede il Teatro Civico, che un tempo ospitava il torchio comunale.

Poco più avanti è situato l’altro ingresso a Zuccarello, ovvero la Porta Sottana, creata come difesa per gli attacchi provenienti da Albenga.

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Zuccarello: il ponte medievale

Il fiore all’occhiello, a mio avviso, è il ponte sul Neva. Che poi in realtà ha origini medievali, però viene solitamente citato come romanico. Costruito in pietra, è un luogo dove agli innamorati piace osservare lo scorrere del fiume e perdersi in quel suono, mentre di sotto qualche pescatore tenta di fare il bottino.

Poi ci sono io, che mi limito a scattare un enorme ciclo di fotografie, ammaliato dall’atmosfera autentica del borgo.

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Allora, vi ho fatto venire un pò di voglia di visitare la Val Neva? Come avrete notato, trascorrere una giornata qui ne vale davvero la pena. Partire alla scoperta di due tra i borghi più belli d’Italia, posti a breve distanza l’uno dall’altro, la metto tra le esperienze da fare se si ha intenzione di esplorare l’entroterra della Liguria.

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