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Fossano in poche ore: cosa vedere nella città del Piemonte

C’è una cittadina del Piemonte di poco più di 24.000 abitanti, situata al centro della provincia di Cuneo, che da anni urta la curiosità dei turisti. Riesce a strappare sorrisi e apprezzamenti, in particolare grazie al suo bellissimo Castello dei Principi d’Acaja, simbolo di un centro storico di stampo medievale, ricco di chiese e palazzi antichi. Una piacevole città in cui passeggiare tranquillamente per le borgate che la costituiscono, fatte di vecchie case colorate affacciate sulle strade, con un occhio sempre rivolto all’arco alpino. Ecco una breve e onesta descrizione di Fossano, argomento di quest’articolo.

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La visita di Fossano è avvenuta in collaborazione con l’ufficio turistico Visit Fossano che mi ha organizzato il tour all’interno del Castello e il ristorante-enoteca Vineria In Piazzetta che ha pensato al mio rifocillamento.

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Fossano: come arrivare

 

Fossano è piuttosto semplice da raggiungere, per cui non preoccupatevi. E’ localizzata in una posizione ottimale: 25 km da Cuneo, 60 km da Torino e 80 km da Savona. Qualunque mezzo scegliate, non avrete problemi ad arrivare a destinazione.

  • Aereo: gli aeroporti più vicini sono quelli di Torino Caselle e Cuneo Levaldigi.
  • Autobus: la città è ben servita dalle linee Flixbus. Collegamenti con l’aeroporto di Bergamo, Milano, Vicenza, Padova e Venezia (sia stazione di Mestre che aeroporto).
  • Treno: la stazione di Fossano è presente nelle tratte Torino-Savona e Torino-Cuneo.
  • Auto: autostrada A6 Torino-Savona, uscita Fossano; autostrada A33 Asti-Cuneo, uscita Fossano; autostrada A21 Torino-Piacenza, uscita Asti Est.

 

Fossano: breve itinerario

 

Come potete leggere dal titolo, sono rimasto pochissimo tempo in città. Giusto qualche ora, comprensiva dell’ingresso al Castello dei Principi d’Acaja e il pranzo alla Vineria. Comunque in questo scarso lasso di tempo ho assaporato un pò la città, in attesa di tornare in futuro e visitarla meglio. Andiamo dunque a scoprire cosa vedere a Fossano, seguendo un breve itinerario di poche ore che ha come base la stazione ferroviaria.

 

Castello dei Principi d’Acaja

 

Storia del Castello

E’ il primissimo, nonchè principale, punto d’interesse, se si arriva dalla stazione. Una passeggiata lungo Corso Emanuele Filiberto e poi su per Via Cavour, pochi metri. Si passa attraverso la Porta di S. Martino ed eccoci in Piazza Castello. Alla vostra destra, il famoso monumento simbolo della città.

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Le sue origini risalgono al periodo 1324-1332, quando Filippo I d’Acaja, proveniente da una famiglia Savoia di secondo grado, prese il comando di Fossano e promise alla sua gente la costruzione di un maniero difensivo. Lo scopo era di proteggere i fossanesi dalle oppressioni del Marchesato di Saluzzo e del Vescovo di Asti. Pensate che per costruirlo ci vollero più di 3.000.000 di mattoni! Il risultato fu una fortezza dotata di quattro torri a pianta quadrata, collegate da cortine merlate, con un fossato rivolto verso la città.

Nel ‘400 i Savoia s’impossessarono del castrum, trasformandolo in una prestigiosa residenza di corte. Furono quindi realizzate la sala del trono, l’alloggio del principe, la cappella, le cantine, il cortile con porticato posto all’ingresso. Nonostante ciò, continuò a svolgere compiti difensivi, durante l’assedio dei Francesi che terminò con la stipula del Trattato di Fossano da parte di Emanuele Filiberto.

I secoli seguenti videro una trasformazione del Castello prima a prigione e poi quartiere militare. Venne usato pure come sede della Scuola Superiore di Veterinaria e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, rifugio per i senzatetto. Insomma un progressivo degrado che fortunatamente s’interruppe quando la Soprintendenza ai Monumenti stanziò fondi per il restauro dell’edificio, destinandolo ai beni e ai servizi culturali.

Visita al Castello

Il tour parte proprio dal cortile con porticato posizionato accanto all’ufficio turistico. Dopo i cenni storici, si entra nella Biblioteca Civica, creata nel 1985. Conta qualcosa come 150.000 volumi disposti in scaffali aperti! Ha sede anche l’Archivio Storico, contenente 10.000 testi che documentano il percorso della città, dalla nascita datata 1236 agli anni ’60 del Novecento.

biblioteca archivio castello

L’unica sala rimasta affrescata è l’antica Sala del Trono dei Savoia, oggi conosciuta come Sala delle Grottesche. Dipinta dal pittore fiammingo Giovanni Caracca, presenta al centro del soffitto il simbolo dei Savoia, unito a quello degli Asburgo, al fine di omaggiare il matrimonio tra Carlo Emanuele I e Caterina d’Asburgo.

Ai lati ci sono quattro figure di volatili, ognuna con un messaggio particolare che ci viene trasmesso. Per esempio, colpisce subito la rappresentazione di un’aquila che tenta di raggiungerne un’altra attraverso la tempesta. La scritta “Contrario ai bei desiri” che accompagna l’immagine vuole dirci che nella vita, al fine di realizzare i nostri sogni, dovremo combattere le difficoltà che ci troveremo di fronte.

sala grottesche castello acaja

L’ultima parte della visita consiste in 90 scalini che portano fino alla cima di una delle due torri panoramiche del Castello. Le grandi vetrate non permettono di ottenere scatti perfetti, dovuti al riflesso, però si può godere di un piacevole scenario e a tempo stesso arricchire le proprie conoscenze. Ci pensano dei pannelli touchscreen che si possono spostare a destra e sinistra, andando a inquadrare le varie parti della città. Cliccando sui punti d’interesse, escono delle specifiche righe informative. Si può scegliere anche l’inglese come lingua.

Al centro della torre, una sala dove ci si siede e si guarda un filmato di 20 minuti abbondanti che parla della storia dell’uomo.

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Orari e costi della visita

  • Orari: fino all’8 dicembre visita guidata da mercoledì a domenica. Due turni, uno alle 11.00 e uno alle 15.00. Ritrovo presso l’ufficio turistico. Si consiglia di prenotare, anche tramite telefono -0172 601 60- o email -iatfossano@cuneoholiday.com-.
  • Costi: 5 € biglietto singolo adulto; 3 € biglietto singolo ridotto per studenti universitari, maggiori di 65 anni, docenti, Forze dell’Ordine; ingresso gratuito per minori di 18 anni, disabili con accompagnatore, possessori di Abbonamento Musei e residenti a Fossano e frazioni.

 

Viale Bianco e Bastione del Salice

Dalla parte opposta al Castello, vale a dire alla sinistra di Porta S. Martino, è un attimo arrivare a Viale Bianco, una delle due passeggiate panoramiche di Fossano. Il tragitto è piuttosto breve, ma consente di avere una buona visione sull’arco alpino. Il termine è rappresentato dalla Piazza del Salice, dove primeggia il bastione cinquecentesco, collegato alla vecchia cinta muraria.

Qui è stato costruito il Monumento ai Caduti, per commemorare le vittime fossanesi della Prima e Seconda Guerra Mondiale. Oltre ai due cannoni, è curiosa la presenza della catapulta progettata da Leonardo Da Vinci e riprodotta dai carcerati.

bastione salice fossano

 

Via Roma e Cattedrale

Proprio di fronte al bastione ecco che compare Via Roma, la strada principale di Fossano. E’ la via dello shopping, della vita fossanese, luogo di incontri e di passeggio, lungo i porticati disposti in fila sui lati. Alcuni palazzi nobiliari si affacciano sulla strada, mescolati alle semplici abitazioni dei cittadini.

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Più o meno all’incrocio con Via Cavour, la stradina che porta al Castello, appare maestosa la Cattedrale di Santa Maria e San Giovenale. L’interno attualmente ha una parte in fase di restauro, che si protrarrà ancora per un pò, dovuto a un rafforzamento della sicurezza. Comunque, a prescindere dai lavori, è molto interessante, si capisce fin da subito la grandezza di questa chiesa, dove si tengono anche visite guidate da parte del custode.

Le reliquie di San Giovenale, patrono della città, sono conservate all’interno del Duomo, costruito nel XVIII secolo sulla precedente collegiata del 1200. La facciata è in stile neoclassico, differente dal campanile che invece risalte al Quattrocento.

Le sacrestie hanno mantenuto l’impianto originale, in legno, e oggi custodiscono opere di valore, perlopiù realizzate dal pittore fiammingo Giovanni Claret. Splendido il piviale del Vescovo, fatto di ben 30 kg di filo oro e due topazi, un rosso e uno blu.

piviale vescovo sacrestia duomo

 

Piazza Vittorio Veneto e Viale Mellano

Proseguendo lungo Via Roma si arriva a Piazza Vittorio Veneto, un grande slargo che offre una bella vista sia sui tetti delle case delle borgate sottostanti, sia sul verde che circonda Fossano e il bianco delle cime innevate. Soprattutto quest’ultime, durante una giornata di sole, sembrano essere sospese nell’aria. Un’atmosfera di grande suggestione, da non perdere!

panorama montagne alpi

Lasciamoci alle spalle l’interessante facciata della Chiesa dei Battuti Rossi, uno dei migliori esempi di stile barocco in Piemonte. La visita è possibile, ma solo nel pomeriggio delle domeniche e dei festivi, dalle 15 alle 18.30. A me piace tantissimo il barocco: prossima volta non mancherò l’appuntamento!

Dal piazzale parte l’altro cammino panoramico, Viale Mellano, che dura circa 800 metri e termina in Piazza d’Armi. Una passeggiata molto rilassante, a stretto contatto con la natura, con una vista impareggiabile sul fiume Stura e sulle verdi colline delle Langhe.

 

Borgo Vecchio e pranzo

Al termine di Viale Mellano si entra in Borgo Vecchio, per ritornare verso il Castello. Una zona tranquilla, il primo nucleo originario di Fossano. Le viuzze s’intersecano piacevolmente, con le case addossate che espongono su finestre e terrazze lo stemma del borgo.

palazzi antichi borgo vecchio

borgo vecchio fossano

Poco più avanti, sotto dei carinissimi portici colorati, il ristorante-enoteca Vineria In Piazzetta, dove Nadia, la titolare, trasmette la sua passione per la cucina italiana. Infatti non sono solo presenti piatti tipici del territorio, ma anche specialità della gastronomia mediterranea, riarrangiate in una propria versione.

vineria in piazzetta ristorante

Il pranzo mi ha decisamente deliziato, oltre che riempito ben bene. Il preantipasto, offerto dalla casa, consta di un canederlo trentino col sugo di pomodoro, accompagnato da un calice di Chardonnay. Come antipasto invece, ho optato per un piatto di asparagi crudi e cotti su rosti di canederlo alla barbabietola rossa.

antipasto asparagi canederli

Ho voluto provare piatti di altri luoghi, quindi non tipici del territorio. Così ho preso gli spaghetti di Gragnano con crema di pecorino e cozze. Ragazzi, tanta roba! E per chiudere il bunet piemontese, fatto però con il caffè anzichè il cacao.

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Eventi a Fossano: il Palio dei Borghi

 

Come ogni anno, a giugno torna di scena l’evento per eccellenza del Fossanese, uno dei più amati nell’intera regione. Il Palio consiste in una rievocazione storica per ricordare il passaggio da Fossano di Carlo Emanuele I e Caterina d’Asburgo, nel loro viaggio di nozze che li avrebbe poi condotti a Torino.

Tre giorni di festeggiamenti nel centro storico, tra giochi popolani e spettacoli pirotecnici, in cui emergono i sani valori della leale competizione fra i sette borghi (i rioni di Fossano), il rispetto e l’unione.

La conclusione avverrà in Piazza Castello con la Giostra de l’Oca, storico show del ‘300 dove i cavalieri al galoppo dovevano tagliare con la spada la testa di un’oca situata in una cesta. Adesso non è più così, ci si limita alla corsa dei cavalli.

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Allora, cosa ne dite di Fossano? Per il poco tempo che ci ho passato, devo dire che mi ha fatto un’impressione molto positiva. Mi auguro di tornarci in futuro per assistere al Palio dei Borghi, che dev’essere assolutamente spettacolare, e magari scoprire qualcosa in più del centro storico. Sono certo che anche voi rimarrete soddisfatti dalla visita di questa città.

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