Dintorni di Torino: ecco Moncalieri e Carmagnola

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dintorni torino castello moncalieri

Torino è una città regale e affascinante, una di quelle piazze italiane che fanno scattare qualcosa al primo contatto. A pochi chilometri sorgono cittadine dall’animo nobile capaci di sorprendere i visitatori. Nell’articolo vi porto a scoprire Moncalieri e Carmagnola, due interessanti realtà situate nei dintorni di Torino.

 

Dintorni di Torino: cosa visitare

 

La lista di cose da fare nei dintorni di Torino è lunga e folta. Ci sono svariate possibilità di godere esperienze piacevoli a breve distanza dal capoluogo piemontese. Dai laghi alle montagne, dai borghi antichi alle vivaci città, passando per parchi, riserve naturali, castelli e residenze sabaude.

Se avete voglia di stare a contatto con la natura, c’è il Parco Nazionale del Gran Paradiso, condiviso con la Valle d’Aosta, ideale per passeggiate ed escursioni. Appassionati di palazzi e residenze reali? Prenotate una visita alla Reggia di Venaria Reale e innamoratevi dei suoi meravigliosi giardini. Immergetevi nell’atmosfera suggestiva di Pinerolo sotto Natale e non scordatevi di assaggiare la deliziosa Torta Zurigo.

I laghi di Avigliana e il complesso della Sacra di San Michele, la stazione sciistica di Sestriere, Ivrea e il famoso Carnevale, il Gran Bosco di Salbertrand che tocca anche il comune di Usseaux, uno dei borghi più belli d’Italia, e tanti altri posti.

centro storico moncalieri

Nell’articolo vi racconto la mia giornata trascorsa in due città situate nei dintorni di Torino. Parleremo di Moncalieri, dove sorge un bellissimo castello sabaudo, e Carmagnola, celebre per l’antica tradizione della coltura della canapa.

Curiosi di saperne di più? Partiamo all’esplorazione di queste due attraenti realtà torinesi, da scoprire lentamente a piedi.

 

Dintorni di Torino: tappa a Moncalieri

 

Come arrivare a Moncalieri

Moncalieri è situata a una decina di km da Torino. E’ raggiungibile in diversi modi:

  • Auto: da Torino tramite Corso Moncalieri – Corso Unità d’Italia – Corso Roma – Corso Trieste; da Genova strade E70 ed E25; autostrada A6 Torino-Savona.
  • Treno: ci sono due stazioni. La principale ha collegamenti continui con le stazioni di Torino Porta Nuova, Torino Lingotto, Asti e Trofarello/Chieri. L’altra stazione, Moncalieri Sangone, è collegata con Torino P.N., Lingotto e Pinerolo/Torre Pellice.
  • Aereo: l’aeroporto più vicino è il Sandro Pertini di Caselle Torinese, sito a 30 minuti d’autostrada.
  • Bus: da Torino potete prendere le linee 39-40-45-67-70. C’è anche la 259, che ha come capolinea Carmagnola.

 

Cosa vedere a Moncalieri, nei dintorni di Torino

Moncalieri è una città di quasi 60.000 abitanti collocata alle porte di Torino, la più grande dell’area metropolitana.

Circa duemila anni di storia per una città insediata da diversi popoli e arricchita dal Regno dei Savoia, che costruì una lussuosa residenza -oggi Patrimonio dell’Umanità- proprio nel cuore del borgo medievale.

Porta Navina

Arrivando dalla stazione la Porta Navina rappresenta l’accesso principale al borgo antico protetto dalle mura.

Oltre questo passaggio c’è il Borgo Navile, chiamato così per via dei traffici commerciali che si svolgevano sul fiume Po. Il ponte di Moncalieri, edificato in posizione strategica, è stato presidiato e custodito a lungo dai Templari.

La Porta Navina è un imponente monumento che dà il benvenuto nel centro storico. E’ chiamata anche Arco di Vittorio Emanuele II, per via dell’altorilievo bronzeo che rievoca il Proclama di Moncalieri del 1849.

arco vittorio emanuele moncalieri

Borgo Antico

Varcata la Porta Navina, inizia Via San Martino. Si sale, perchè il nucleo storico di Moncalieri è arroccato su una collinetta dominata dal Castello.

Via San Martino, tra palazzi nobiliari e caratteristiche case-torri, conduce al cuore cittadino, Piazza Vittorio Emanuele II.

dintorni di torino piazza moncalieri

Prima di attraversare la piazza, entrate nella storica pasticceria Rivetti. Il locale, nato nel 1960, è gestito dalla stessa famiglia da ben tre generazioni. Propone dolci realizzati con la tecnica della vasocottura, che consente di cuocere gli alimenti in forno all’interno di vasi in vetro.

La piazza, anticamente Piazza Maggiore, è fin dall’antichità il luogo di ritrovo dei moncalieresi. Negli anni è stata migliorata con una pavimentazione a ciottoli e i porticati sui lati. Oltre a caffè e ristoranti, ospita l’ottocentesco Palazzo Comunale, Palazzo Arduino e Palazzo Duch, con la facciata rinascimentale fatta erigere dall’omonimo banchiere.

In mezzo agli eleganti edifici, si fanno spazio ben due edifici di culto: la Chiesa di S. Francesco, dall’elegante facciata e dai ricchi interni, e la Collegiata di S. Maria della Scala.

Collegiata di S. Maria della Scala

E’ posizionata a fianco al Palazzo Civico ed è la principale chiesa della città. Risale al periodo medievale ed è stata costruita in stile gotico.

La facciata, accompagnata dalla torre civica, presenta un portale d’ingresso seicentesco, mentre la scalinata e il rosone centrale sono dell’800.

collegiata moncalieri

L’interno è a tre navate, separate da pilastri e coperte da volte a crociera. Tra i tesori da segnalare, ci sono le statue de Il compianto sul Cristo Morto, l’Assunzione della Vergine e il coro ligneo di Giuseppe Riva.

La collegiata inoltre conserva le preziose reliquie del santo patrono Bernardo di Baden, giovane principe tedesco morto di peste a Moncalieri di ritorno da Genova. Durante i funerali accadde un miracolo: i malati che toccarono la bara guarirono. Quindi Bernardo fu beatificato ed eletto patrono.

Castello di Moncalieri

Considerata una delle più belle dimore sabaude dei dintorni di Torino, il Castello di Moncalieri è il simbolo della città.

Domina il centro storico, ma ci si arriva facilmente a piedi proseguendo la salita da Piazza Vittorio Emanuele II.

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Il Castello, Patrimonio Unesco, risale al 1227, quando Tommaso III di Savoia fece costruire una fortezza con scopi di difesa. Duecento anni dopo il regno sabaudo si mise in testa l’idea di ingrandirlo e abbellirlo, con l’obiettivo di trasformarlo in una vera e propria dimora.

L’impianto attuale è frutto di restauri e arricchimenti avvenuti nel corso dei secoli. Dal 1948 ospita il Primo Battaglione Carabinieri Piemonte.

castello moncalieri lampadario

scalone onore moncalieri castello

La visita guidata permette di accedere agli appartamenti della principessa Maria Letizia e della principessa Maria Clotilde, al piano terra, e agli appartamenti del Re e la Cappella Regia al primo piano.

La struttura è a ferro di cavallo, con quattro torrioni agli angoli. Presenti anche dieci ettari di giardini, purtroppo non visitabili.

L’interno è un viaggio nel tempo, attraverso le ricche sale decorate appartenute al regime sabaudo e utilizzate per ospitare cerimonie, eventi e manifestazioni di corte. Il monumentale scalone d’onore in marmo unisce i due piani, amplificando il lusso della dimora.

Nelle stanze si cammina lentamente e col naso all’insù. Gli affreschi sul soffitto e sulle pareti sono talvolta stupefacenti. Lampadari sfarzosi, letti da sogno e nobili tavolate che esaltano l’aspetto regale del Castello.

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affreschi castello moncalieri

dintorni torino cappella regia

 

Dintorni di Torino: tappa a Carmagnola

 

Come arrivare a Carmagnola

Carmagnola è un’altra località dei dintorni di Torino, ma leggermente più distante, in direzione Liguria.

Vediamo quali sono le modalità per raggiungere la città piemontese:

  • Auto: Autostrada A6 Torino-Savona, uscita Carmagnola; autostrada A21 Asti-Torino, uscita Villanova. Strade provinciali 129-134-135-136-137-393-661-20.
  • Treno: la stazione FS è collocata sulla linea Torino-Fossano-Cuneo/Savona e sulla linea SFM Torino-Bra-Alba.
  • Aereo: gli aeroporti più vicini sono il Sandro Pertini di Caselle Torinese e il Levaldigi di Cuneo, siti a circa 45 minuti d’autostrada.
  • Bus: da Torino potete prendere la linea 259, che ferma anche a Moncalieri.

 

Cosa vedere a Carmagnola

Carmagnola fa circa trentamila abitanti e si trova in un territorio molto verde dell’area metropolitana di Torino.

La storia dice che Carmagnola, il cui nome è comparso per la prima volta intorno all’anno Mille, ha vissuto l’epoca medievale sotto il Marchesato di Saluzzo. Prima i francesi e poi i Savoia contribuirono a cingerla di mura e bastioni per proteggerla dai nemici.

Dal ‘600 in poi Carmagnola potè sviluppare una sua particolare vocazione, rappresentata dalla coltura della canapa.

Centro Storico

Dalla stazione proseguite dritto e oltrepassate una vecchia struttura in mattoni, dove oggi si svolge il mercato cittadino. Via Ferruccio Valobra è l’accesso al nucleo storico.

Carmagnola è una città tranquilla, a misura d’uomo, una piccola bomboniera dove passeggiare con calma. Sulle strette stradine s’affacciano case di una volta, un pò decadenti, e portici con negozietti e locali.

dintorni di torino portici carmagnola

strada carmagnola

Incredibile, in un centro storico così concentrato, quante chiese ci sono! Camminando e inoltrandomi nel dedalo di viuzze ne ho trovate ben 5, a breve distanza tra loro.

La prima, in Piazza Garavella, è la Chiesa della Misericordia, da cui si aprono due vicoli. Poi, lateralmente, la Chiesa barocca di San Filippo, e, dalla parte opposta, la Chiesa di Sant’Agostino, dichiarata Monumento Nazionale nel 2010.

Le altre due, che vedremo tra poco, sono la Collegiata dei Santi Pietro e Paolo e la Chiesa di San Rocco.

Collegiata dei Santi Pietro e Paolo

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La Collegiata è uno dei luoghi di culto più belli di Carmagnola. La costruzione avvenne a fine ‘400, ma fu completata nel 1512. La facciata, originariamente a mattoni, fu modificata nei secoli successivi, rendendola a tutti gli effetti gotica.

L’interno si presenta a tre navate, anche se all’inizio aveva un’unica abside. Come per la Collegiata di Moncalieri, gli spazi sono imponenti e separati da grossi pilastri in mattone, con soffitto a volte.

assunzione vergine collegiata carmagnola

Tra le chicche della Collegiata, spicca la Cappella dell’Immacolata Concezione, ricca di stucchi e decori pregiati. Accoglie la tela del Moncalvo Assunzione della Vergine, inizialmente eseguita per la Chiesa di San Bernardino, demolita a metà ‘900.

La Cappella testimonia, attraverso i secoli, la fedele devozione dei carmagnolesi alla Vergine Immacolata, patrona della città.

Chiesa della Confraternita di San Rocco

Tra i palazzi di Via Valobra si fa spazio un’altra splendida chiesa di Carmagnola, tra le più affascinanti dei dintorni di Torino: la Confraternita di San Rocco.

Sorprende fin da subito per la facciata, edificata completamente in stile tardo barocco, accompagnata da cupola e campanile che si scorgono facilmente negli skyline di Carmagnola.

Ciò che mi ha spinto ad entrare è stata anche la possibilità di ammirare la mostra di Giuseppe Migliore, artista autodidatta originario della vicina Santena.

L’ho conosciuto e ho avuto il piacere di scambiarci due parole. Una persona umile che mi ha raccontato un pò della sua storia e di quello che fa.

I suoi lavori sono micromosaici polimaterici: per le sue opere utilizza solamente materiali 100% naturali. Per esempio, il “Liberi”, quadro realizzato con l’uso di pietre, calcite, semi di rapanello, peperone, iris, spinaci, lino, sesamo, finocchio, papavero, polveri di caffè e marmo, segatura di vetro.

Come scrive, rappresenta tre cavalli che corrono felici, senza vincoli di sella e senza uomo seduto sulla schiena. Si godono la libertà, quella che noi abbiamo ma non godiamo.

chiesa san rocco carmagnola

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Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa

Carmagnola è la città della canapa, fin dal 1600 quando è nato l’artigianato della corda a Borgo Viurso (l’attuale Borgo San Bernardo).

Ho fatto una visita al Museo, collocato nell’unico sentè rimasto. Sentè significa sentiero in piemontese e indica la lunga tettoia sotto la quale i cordai si ritrovavano a lavorare la canapa.

Un pò di storia

La prima introduzione della canapa fu ad opera dei Romani, che, dopo essere venuti in contatto con la cultura indiana, passarono nel territorio carmagnolese intorno al X secolo d.C.

Furono i monaci cistercensi dell’Abbazia di Casanova a decidere di sviluppare la tradizione anche nelle zone circostanti, perchè il terreno ricco d’acqua si presentava ideale.

Carmagnola visse anni d’oro tra Seicento e Ottocento. I Savoia avevano una corderia militare a Villefranche-sur-Mer, in Costa Azzurra, e si rifornivano a Genova, dove i commercianti di Borgo Viurso si recavano a vendere le corde.

Da metà ‘800 in poi iniziò il declino della lavorazione a mano della canapa, sostituita dalle prime tecnologie industriali. Negli anni ’60 del secolo scorso cessò la produzione, dopo la scoperta delle fibre sintetiche che costavano di meno ed erano più facili da creare.

dintorni di torino ecomuseo canapa

piante canapa carmagnola

Le procedure di lavorazione

La semina avviene a fine marzo inizio aprile e la maturazione a giugno. A luglio si distinguono le piante maschili dalle femminili, in base al colore delle foglie: giallognolo per le maschili, verde per le femminili.

Un tempo, prima che la pianta maschile iniziasse ad appassire, veniva sradicata e posta a macerare in bacini artificiali scavati sotto terra e riempiti d’acqua. Stessa cosa per la femminile, ma ad ottobre, dopo la produzione del seme.

Durante la macerazione in acqua si separavano le due parti del fusto, quella esterna fibrosa (tiglio) e quella interna legnosa (canapulo). Le fibre venivano quindi stigliate dalle cordaie e pettinate su lastre di metallo dotate di spuntoni.

cultura canapa

La corda veniva filata attraverso particolari macchinari in cui era necessaria una grande precisione e delicatezza. I rastrelli servivano a tenere il filo teso, affinchè non si spezzasse.

Il tavolo imballatore invece era usato per raccogliere la corda, tramite dei pioli che si giravano fino a creare la matassa.

lavorazione corde

La visita all’Ecomuseo si conclude poi con un video che parla di quest’antica tradizione carmagnolese, il cui prodotto è riconosciuto a livello internazionale.

 


 

In questa guida vi ho portato alla scoperta dei dintorni di Torino. Moncalieri e Carmagnola sono due città di notevole interesse che meritano una visita.

Se volete saperne di più su cosa fare nella provincia piemontese, curiosate tra le pagine di Turismo Torino.

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