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Calabria,  Europa,  Italia

Cosa vedere in Calabria: cinque giorni in una regione tutta da scoprire

La Calabria, la “punta dello stivale”, eletta nel 2016 la regione più bella del mondo, durante un concorso organizzato dal National Geographic. Basterebbe questo per decidere di partire alla scoperta di un intrigante angolo d’Italia. Una forte mescolanza di paesaggi caratterizza questa meta, con chilometri e chilometri di costa, bagnata da due mari, vette innevate e fitti boschi alternati a laghi e cascate. Alle variegate bellezze naturali si aggiungono borghi incredibilmente affascinanti, a picco sul mare o nell’entroterra incontaminato, dove assaggiare i prodotti tipici di una deliziosa tradizione culinaria. Curiosi di saperne di più? Ecco, secondo la mia esperienza, cosa vedere in Calabria in cinque giorni.

 

Cosa vedere in Calabria: itinerario

 

Il mio viaggio in terra calabrese è durato cinque giorni pieni, in cui ho toccato diversi punti d’interesse, principalmente sul lato occidentale. La base di partenza è stata Lamezia Terme, aeroporto d’arrivo del mio volo. Da lì è iniziato il tour che mi ha portato dapprima su nella Riviera dei Cedri e poi giù lungo la Costa degli Dei, prima di scendere definitivamente nella Costa Viola. Il tutto intervallato da due tappe nel bel mezzo dei Parchi Nazionali della Sila e dell’Aspromonte.

Prima di partire ho letto una frase sulla Calabria che mi ha incuriosito molto: terra di bellezza grezza e selvaggia. Aspra, barbara, a primo impatto chiusa. Non ne voglio parlar male, non fraintendetemi, anche perchè la nostalgia si sente eccome. Le sensazioni che mi ha lasciato sono state tremendamente piacevoli e un mio ritorno futuro è certo al 100%.

I numeri però ci dicono che la Calabria è una regione poco propensa al turismo, soprattutto quello straniero che volge la sua preferenza su mete vicine come Puglia o Sicilia, e dedicato soprattutto alla vacanza al mare. Ci sono miglioramenti continui, ma ad oggi mi sento di definirla una terra ancora inesplorata.

Mi auguro che ciò che troverete in questo articolo, ovvero consigli e suggerimenti, potrà convincervi a scegliere di visitare la Calabria e conoscere le bellezze che offre.

 

Itinerario di viaggio:

  • Giorno 1: Cetraro – Fiumefreddo Bruzio
  • Giorno 2: Pizzo Calabro – Spiaggia di Grotticelle – Capo Vaticano
  • Giorno 3: Parco Nazionale della Sila (esperienza sul Treno della Sila)
  • Giorno 4: Tropea
  • Giorno 5: Scilla – Parco Nazionale dell’Aspromonte – Favazzina

 

Cosa vedere in Calabria in cinque giorni

 

Giorno 1: Cetraro – Fiumefreddo Bruzio

Cetraro

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Cetraro rappresenta il primissimo impatto avuto con la Calabria. Siamo nella Riviera dei Cedri, porzione della costa tirrenica famosa per la coltivazione di questo antico frutto. Tornassi indietro probabilmente mi fermerei un giorno in più in queste zone. Ci sono diversi posti da scoprire, come Diamante, città dei murales, Scalea, l’Isola di Dino, il borgo di Aieta.

Però ho optato per Cetraro, facilmente raggiungibile in poco tempo dall’aeroporto. L’ho scelta per assaggiare i famosi pitticelli ‘i milangiani, polpette fritte di melanzane tipiche della cucina cetrarese. Beh, non l’ho scelta solo per quello, ma anche perchè è una località davvero molto carina. Poco frequentata, girerete con calma il borgo arroccato su un imponente sperone, da dove avrete begli scorci sulla Marina.

Vi piacciono i panorami dall’alto? Dal Santuario del Monte Serra, situato a 618 m s.l.m., si ha una vista stupenda su Cetraro e la Riviera dei Cedri. Ci vogliono quindici minuti buoni di macchina, ma sarete ripagati.

Fiumefreddo Bruzio

Insieme ad Alessandra dell’Associazione Culturale Ti Porto In Calabria ho avuto il piacere di andare alla scoperta di uno dei borghi più belli d’Italia, ovvero Fiumefreddo Bruzio, posizionato a circa 200 m s.l.m.

Siamo partiti da ciò che resta del vecchio castello, abbellito da un artista siciliano, Salvatore Fiume, che si era insediato e innamorato del paese. Tramite le sue opere ha decisamente contribuito ad arricchire un borgo che tutt’oggi richiama fortissimamente il passato.

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Alessandra, originaria di Fiumefreddo Bruzio, mi ha accompagnato in un tour storico-culturale nei luoghi più suggestivi del borgo, come la Chiesa di San Rocco e la Chiesa Matrice, i palazzi nobiliari, le vecchie porte d’accesso e le piazzette panoramiche. Proprio da una di queste, Largo Torretta, ho ammirato un bel tramonto sul Mar Tirreno. Pensate che da qui, in altre stagioni e in giornate senza foschia, si riesce addirittura a vedere la punta del Cilento!

fiumefreddo bruzio calabria

 

Giorno 2: Pizzo Calabro – Spiaggia di Grotticelle – Capo Vaticano

Da Fiumefreddo sono sceso bruscamente, direzione Costa degli Dei. Questo litorale di 55 km, tra Pizzo e Nicotera, ricade nella provincia di Vibo Valentia ed è sicuramente la zona calabrese più amata dai turisti. La presentazione è di quelle importanti: lunghe spiagge di sabbia finissima interrotte da imponenti scogliere che danno vita a calette meravigliose. Voglio anche dirvi che ho assistito a uno dei tramonti sul mare più belli della mia vita!

Pizzo Calabro

Tra le cose da vedere in Calabria c’è sicuramente Pizzo, località balneare decisamente pittoresca. Perchè Pizzo è famosa? Per la produzione di tartufo. La celebre Gelateria Ercole, situata nella centralissima Piazza della Repubblica, offre la possibilità di godere del prelibato tartufo IGP, primo gelato in Europa a ottenere il marchio.

tartufo pizzo calabro
Tartufo al pistacchio

 

Pizzo è abbarbicata su una rupe, da dove il Castello Murat osserva il Golfo di Sant’Eufemia. Da qui una scala porta giù fino alle spiagge, mentre altri scalini introducono nel cuore del centro storico, fatto di viuzze ricche di dettagli da immortalare.

Poco prima di giungere a Pizzo, è doverosa una sosta presso la Chiesetta di Piedigrotta. E’ uno dei monumenti più visitati della Calabria e non si fatica a capirne il motivo. Si presenta agli occhi del turista come un luogo di culto scavato nel tufo, dove all’interno delle grotte trovano posto statue e chiaroscuri. L’ingresso costa solo 2 euro: andateci!

chiesetta piedigrotta pizzo calabria

Spiaggia di Grotticelle

Nel pomeriggio mi sono un pò rilassato. D’altronde un viaggio estivo in Calabria merita anche di prenderci del tempo per riposare, magari in spiagge bellissime davanti a un mare pulito. L’ho trovata ovviamente affollata, ma nuotare in quell’acqua mi ha rigenerato.

Se cercate un parcheggio gratuito, vi faccio gli auguri! 😀 Altrimenti c’è un comodo posteggio a pagamento proprio a due passi dalla spiaggia. Il problema è il costo: per circa tre ore ho speso quasi 6 euro.

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Capo Vaticano

Capo Vaticano era una tappa d’obbligo per ammirare il tramonto. Mi sono preparato al main event della giornata con un buon aperitivo casereccio al Le Pietre Volte di Ricadi, prima di fiondarmi al Belvedere di Capo Vaticano, con tanto di reflex al collo e telefono in mano.

Dall’alto del promontorio, raggiungibile comodamente in macchina, ci si può innamorare di fronte al sole che sprofonda lentamente nel mare.

tramonto capo vaticano ricadi

Se osservate giusto a fianco al sole, sullo sfondo, si può notare leggermente la sagoma dell’isola siciliana di Stromboli.

 

Giorno 3: Parco Nazionale della Sila

Treno della Sila

L’idea di visitare il Parco Nazionale della Sila è nata grazie a questa mia passione, per cui ho deciso di passare una giornata diversa dalle altre. Sono venuto a conoscenza dell’esperienza sul Treno della Sila e, dal momento che ricadeva in quella domenica, non me la sono lasciata assolutamente sfuggire.

Per la prima volta sono salito su un vecchio treno a vapore che, inoltrandosi nel verde della Sila, mi ha portato da Moccone fino a San Nicola-Silvana Mansio, la stazione più alta d’Italia (1406 m s.l.m.).

Che dire, sono state tre orette bellissime! La locomotiva nera FCL 353 che s’addentrava nella natura, il macchinista che controllava il binario fuori dal finestrino e ogni tanto si girava verso di noi, il fischio del treno in prossimità delle stazioni, il vapore che fuoriusciva e si mescolava con l’azzurro del cielo e il verde della flora. La pausa rifornimento d’acqua, la manovra -rigorosamente manuale- di cambio della direzione di marcia per il ritorno, l’attacco della locomotiva alle carrozze. Ho scattato tanto, ho fatto video e ho vissuto emozioni. Purtroppo ho anche dovuto dire addio al mio cappellino dei Boston Celtics, macchiato irrimediabilmente, ma pazienza, ne è valsa la pena.

treno della sila ferrovia calabria

Credo fermamente che tra le cose da vedere in Calabria meriti uno spazio anche quest’esperienza. Vi piacerà tantissimo e non vedrete l’ora di rifarla, non prima di aver mangiato un buonissimo panino con capocollo e caciocavallo presso l’Antica Salumeria Barrese, appena fuori dalla stazione di Moccone.

Tour ferroviario

La giornata è proseguita con un tour della vecchia linea ferroviaria dismessa che da Pedace va a San Giovanni in Fiore e che comprende anche la tratta del treno a vapore. Quindi ho macinato molti km con la macchina, spingendomi sempre più nel cuore della Sila, ricca di paesaggi altamente suggestivi.

Non è stato affatto semplice concluderlo, anzi, ho trovato diverse difficoltà e purtroppo ho saltato anche delle tappe. Spesso il telefono non prendeva, Google Maps e il tom tom non fornivano indicazioni precise e seguire il binario era un pò un’impresa, poichè in molte parti era ricoperto dalla vegetazione.

ferrovia parco nazionale sila

Tuttavia sono riuscito a racimolare un bel pò di materiale fotografico. Le stazioni, seppure non più attive, sono rimaste per buona parte in discreto stato, con le iscrizioni originali ancora integre. E’ questo il caso di Pedace-Serrapedace, Camigliatello Silano (toccata anche dal Treno della Sila), San Giovanni in Fiore, Rovito, e altre. Alcune sono invece in stato di abbandono, come Santo Janni e Celico, mentre le più sono ormai abitazioni private.

Comunque, al di là delle problematiche, è stato un pomeriggio piuttosto intenso e stancante, chiuso alla grande con una cena tutta calabrese in quel di Cosenza. Tranquilli, in un prossimo articolo vi dirò di più riguardo ai luoghi dove mangiare in Calabria 😉

cosenza città
Cosenza

 

Leggi anche: Ferrovia Alessandria – San Giuseppe di Cairo: tour tra Valbormida e Alto Monferrato

 

Giorno 4: Tropea

Dal momento che alloggiavo al B&B Villa Sofia di Parghelia, quindi a pochi minuti di distanza da Tropea, ho deciso di andarci col treno. Scelta azzeccata direi, dato che la situazione nella rinomata località turistica era davvero un macello. Tanto avevo in testa di trascorrerci un’intera giornata senza muovermi, dunque non necessitavo dell’auto. Così facendo ho evitato il casino e soprattutto i parcheggi a pagamento.

Cosa vedere in Calabria, se non Tropea? E’ probabilmente la cittadina più conosciuta della Calabria, piena di turisti da ogni dove. Chissà se anche nelle altre stagioni è così frequentata, mi chiedo. Sarebbe curioso visitarla a gennaio o febbraio. In qualunque momento decidi di scoprirla, resta sempre una splendida località.

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Dalla stazione ci vogliono dieci minuti per arrivare nel fulcro della così chiamata Perla del Tirreno, arroccata su una rupe a strapiombo su un mare pazzesco. Da non perdere assolutamente i suoi belvedere, balconate più o meno grandi dove immortalare scorci mozzafiato. Prendetevi il vostro tempo, addentratevi nel dedalo di stradine del centro storico che sbucano in piazzette su cui s’affacciano antichi palazzi nobiliari dalle finestre colorate.

La chicca di Tropea, oltre alle tipiche cipolle rosse, è rappresentata dal Santuario di Santa Maria dell’Isola, posizionato su uno scoglio che guarda la città. Dalla balconata più grande si ha una vista perfetta su questo gioiellino, raggiungibile a piedi tramite una scalinata del 1800. Il Santuario è appartenuto per molti anni a comunità di monaci Benedettini, prima di venire devastato dai terremoti e ristrutturato in diverse occasioni. L’ingresso costa solo 2 € e consente di accedere anche a un caratteristico giardino situato dietro la chiesa.

Immediatamente sotto c’è la Spiaggia del Convento, dove mi sono rilassato qualche ora. Potete vederla nella foto qui sopra, non c’è bisogno di tante parole…

santuario santa maria isola topea

 

Giorno 5: Scilla – Parco Nazionale dell’Aspromonte – Favazzina

Scilla

L’ultimo giorno di viaggio mi ha condotto in un’altra delle cose da vedere in Calabria, un pezzo da 90 della regione e anche dell’Italia intera. Sto parlando di Scilla, uno dei borghi italiani più belli, situato quasi nei pressi dello Stretto di Messina. La parte migliore è rappresentata da Chianalea, il quartiere più pittoresco, un villaggio di pescatori dove fortunatamente la tradizione è ancora ben salda e radicata.

Consiglio di iniziare la visita dal Castello Ruffo, dove si trova un faro della Marina Militare. La fortificazione, dotata di torrioni e feritoie, è piacevole da girare e offre begli scorci sul borgo di Chianalea e il centro storico di Scilla, in posizione rialzata.

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Una volta terminata la visita è ora di scendere giù per i vicoli tortuosi di Chianalea, una meraviglioso intreccio di dettagli curati, vasi di fiori, panni stesi, fontanelle e barchette in secca. Dalla stradina principale che attraversa il borgo partono delle brevi scalinate che portano al mare, dove è obbligatorio scattare un sacco di fotografie.

Bisogno di una pausa? Permettetemi un consiglio: Molo 72, terrazza al piano superiore. Granita e brioches, con vista. Tutto molto bello!

Parco Nazionale dell’Aspromonte

Mattinata a Scilla, pomeriggio? Cosa vedere in Calabria nei dintorni? Ecco un suggerimento per qualche ora al fresco. A pochi km da qui c’è il Parco Nazionale dell’Aspromonte, sesto in Italia, spettacolare oasi naturale dove le cime sfiorano i 2000 metri. Tra faggete e pinete, non è difficile avvistare specie di animali come caprioli, cinghiali, volpi, lepri.

Dopo un gradevole giro intorno al laghetto artificiale di Rumia, attrezzato per la pesca della trota, ho optato per un’escursione, piuttosto semplice: il Cristo Redentore. No, non sono volato a Rio, ma sono salito fino alla vetta del Montalto, la cima più alta dell’Aspromonte. La salita è semplice e fattibile, ma credo sia giusto avvisarvi che il panorama non è chissà cosa. Mi aspettavo di meglio, invece la vista era parzialmente coperta dalle piante, quindi non sono riuscito a fare tante foto.

montalto aspromonte statua cristo

Nonostante sia poco frequentata, la strada per arrivare al punto di partenza è parecchio scoscesa e rovinata, piena di buche. Andate piano, anche perchè c’è la possibilità di incontrare sul vostro cammino anche loro 😉

aspromonte parco pascolo mucche calabria

Favazzina

Come concludere un favoloso viaggio in Calabria? Con un tramonto da sogno, sul mare. Si torna sulla Costa Viola, destinazione Favazzina, frazione di Scilla. Seduto sugli scogli, ad ammirare il sole che piomba nel mare. E subito dopo il cielo comincia a tingersi di violaceo: da qui il nome al lembo di costa più basso della Calabria tirrenica.

tramonto costa viola favazzina

 


 

Ora sapete cosa vedere in Calabria in cinque giorni e sono certo che siete pronti a prenotare. Questa sorprendente porzione d’Italia saprà stupirvi e regalarvi emozioni vere, proprio come successo a me.

Ci siete già stati in Calabria? Avete messo piede in questa regione o lo farete in futuro? Lasciatemi un commento! 😉

11 commenti

  • Alessia

    Ho messo piede in Calabria in occasioni diverse, sia nella zona di Soverato, sullo Ionio, durante una vacanza ai tempi dell’università, che dalle parti di Palmi /Scilla/Reggio Calabria perché avevo un’amica che abita lì. Sono d’accordo con te e con quella frase che hai messo all’inizio del post, la Calabria è di una bellezza aspra e selvaggia. È ancora poco battuta dal turismo, e questo agli occhi miei la rende ancora più affascinante. Se tornassi di sicuro farei il giro che hai fatto tu sul treno a vapore, vorrei vedere Tropea e l’ArcoMagno e abbuffarmi di tartufo di Pizzo. Aspetto il post che parla di pappa (la soppressata calabrese è qualcosa che non si dimentica), però intanto ti faccio i miei complimenti perché questo articolo è scritto proprio bene. Ciao Pietro, a presto😉

    • pietrolley

      Ciao Alessia, sono felice che tu abbia apprezzato! È uno dei miei articoli più lunghi in assoluto 😅
      Beh allora sei già esperta di Calabria! In futuro mi piacerebbe tornarci per vedere un pó la parte jonica appunto, con Soverato, Capo Rizzuto, ecc.
      Ti auguro di tornare presto e vivere l’esperienza sul Treno della Sila! 🙂
      Un bacio

  • Cristina

    La Calabria è molto bella. Io l’ho visitata un po’ di anni fa, nel lontano 2005, vedo comunque che è rimasta sempre uguale, cito le tue parole “terra di bellezza grezza e selvaggia. Aspra, barbara, a primo impatto chiusa”. Parole azzeccate!

  • Anna

    Una terra che visito spesso, ma che tutto sommato conosco davvero poco. Ci concentriamo soprattutto sulla visita ai suoceri e spesso non visitiamo molto eccetto le località circostanti.
    Mi sento di aggiungere il meraviglioso museo di Reggio Calabria alla lista che oltre ai famosi bronzi di riace espone 4 piani di reperti dall’antichità alla magna Grecia, modernissimo ed interessantissimo.

    • Katja

      Anna, sono nella tua stessa situazione: quelle volte che scendo in Calabria, mi concentro pure io sulla visita ai parenti (tra Crotone e Le Castella) e va a finire che non si visita nulla! Anche a me piacerebbe molto visitare Reggio Calabria!

  • Katja

    La costa tirrenica della Calabria la conosco poco o nulla: ho visitato una vita fa Tropea, di Lamezia conosco solo la stazione e nulla di più. La conosco solo per reputazione: foto bellissime e i racconti pure!

    M’attira Cetraro e Scilla, mentre Tropea la trovo troppo turistica.

    • pietrolley

      È molto turistica ma a me non ha dato un’idea negativa! Ci sono stato bene 🙂
      Chianalea di Scilla è uno spettacolo! E a Cetraro si mangiano cose deliziose 😁
      Spero tu possa tornare!

  • manu

    Mi sono innamorata della Calabria lo scorso anno visitando la zona verso la costa Jonica. Spero di riuscire presto a tornare per visitare la zona tirrenica e i suoi meravigliosi borghi.

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