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Cinque motivi per visitare la Tuscia, l’antica terra degli Etruschi

Tornato da poco dal mio viaggio di quattro giorni nel Lazio, è ora di raccontarvi la mia esperienza, le impressioni e le sensazioni provate. Inserita tra i Travel Dreams del 2019, la Tuscia ha saputo convincere le mie aspettative. Ho cercato dunque di individuare cinque buoni motivi per decidere di visitare questa terra, un pò sottovalutata, ma piena di sorprese. Curiosi? Andiamo a scoprirli insieme.

 

Scelta della meta: perchè la Tuscia?

 

Ciò che mi ha spinto a piazzare la Tuscia fra gli obiettivi di quest’anno è stata la curiosità di scoprire un’area particolarmente affascinante. Instagram ha giocato un ruolo fondamentale, soprattutto per quanto riguarda le foto di alcuni amici. Osservare sullo schermo di uno smartphone una serie di bellissimi scorci di paesi come Civita di Bagnoregio, Vitorchiano o Calcata, per citarne alcuni, mi ha invogliato ad andare a cercare la conferma delle mie impressioni direttamente in loco. Alcuni insiemi di parole, come “sperone tufaceo”, “borghi più belli d’Italia”, “vicoli fioriti”, visti e rivisti in numerose didascalie, hanno aumentato il desiderio di visitare la Tuscia.

La scelta della destinazione non è stata semplice però. L’idea iniziale è stata più volte scavalcata da altre mete allettanti, come l’Algarve, la Boemia meridionale, la Puglia centrale, l’Aragona, il Lago di Garda. Ci ho messo una quindicina di giorni per ritornare poi al principio e prenotare questi quattro giorni primaverili nel Lazio.

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Che cos’è la Tuscia e come arrivare

 

La Tuscia è una regione antichissima corrispondente all’Etruria, la terra dov’è avvenuto lo sviluppo e la fioritura della civiltà etrusca. Questa denominazione ha iniziato a essere utilizzata dopo la fine dell’Impero Romano e nell’Alto Medioevo. In passato il territorio era decisamente ampio, arrivando a comprendere, oltre al Lazio settentrionale, anche la Toscana e l’Umbria occidentale.

Oggi la Tuscia viene identificata con la provincia di Viterbo, anche se la zona nord di Roma, fino più o meno al lago di Bracciano, viene definita “Tuscia Romana”. Io mi sono concentrato nel Viterbese, ambiente molto ricco da ogni punto di vista: storico, culturale, naturale, enogastronomico.

Come arrivare

  • Aereo: gli aeroporti più vicini sono quelli romani, ovvero Fiumicino e Ciampino.
  • Treno: si può arrivare in Tuscia dalle stazioni ferroviarie di Roma, Orte e Orvieto.
  • Auto: ci sono varie possibilità di giungere in macchina, il mezzo che consiglio per muoversi liberamente e scoprire ogni angolo del territorio. La SS Cassia Roma-Siena; la SS Aurelia Roma-Grosseto; la SS Flaminia Roma-Rieti; l’autostrada A1 con uscite ai caselli di Magliano Sabina, Orte, Attigliano e Orvieto.
  • Nave: tramite l’importante porto di Civitavecchia.

 

 

Cinque motivi per visitare la Tuscia

 

Località autentiche

Non potevo non iniziare dal motivo che mi ha spinto fin qui, in questo affascinante angolo del Lazio. Ho avuto modo e piacere di visitare più luoghi, alcuni bene, altri di sfuggita. Mi è rimasta impressa la struttura di questi paeselli, arroccati su imponenti speroni di tufo. All’interno, girovagando per vicoli e stradine, ti sembra di essere stato catapultato ai tempi antichi. Ad accoglierti ci sono casette in pietra, con porticine in legno e profferli (logge collegate alla strada tramite una scala), fontanelle, vasi di fiori e botteghe artigiane. Tutto il necessario per rendere veramente piacevole una visita a questi borghi autentici.

Una menzione va fatta per Viterbo, la Città dei Papi. Il maggiore centro della Tuscia, abitato da quasi 70.000 cittadini, è stata sede pontificia per 23 anni, visto il clima ostile che si respirava a Roma nella seconda metà del 1200. Oggi si presenta circondata da mura ben conservate, con diverse porte d’accesso al delizioso centro storico. Imperdibile una passeggiata nei suoi due quartieri più caratteristici, San Pellegrino e Pianoscarano, divisi dal Ponte di Paradosso, sotto il quale una volta scorreva un corso d’acqua ormai interrato.

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Celleno, borgo fantasma

 

Laghi e tramonti

Il Lago di Bolsena è il bacino principale della Tuscia Viterbese. Ho avuto occasione di trascorrere qualche ora sulle sue sponde, quando ho visitato il borgo di Bolsena e successivamente il colorato paesino di Marta. In quest’ultimo luogo è curioso il fatto che esiste un quartiere chiamato “Borgo dei Pescatori”, affacciato sull’acqua, i cui residenti hanno mantenuto nei secoli la tradizione della pesca, unico loro mestiere.

Passare del tempo sul Lago di Bolsena significa entrare a contatto con il quinto lago in Italia per dimensioni e il più grande d’Europa per quanto riguarda la sua origine vulcanica. Si è infatti formato dal cedimento del complesso Vulsinio, che in seguito alle eruzioni è crollato su se stesso e ha creato una caldera di 114 kmq.

Merita una sosta anche il Lago di Vico, anch’esso vulcanico, ma di minore dimensione. In particolare c’è un punto, sito tra Viterbo e San Martino nel Cimino, chiamato Belvedere di Poggio Trincera, dove vi consiglio di fare una sosta per ammirare la bellezza di questo scenario naturale.

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Tramonto sul Lago di Bolsena

 

Monumenti

Ogni luogo tusciarolo rapisce i visitatori con le sue bellezza architettoniche: chiese antiche, residenze nobiliari, palazzi eleganti, siti archeologici, ville appariscenti. Tra i tesori che suggerisco di visitare, trova sicuramente spazio Palazzo Farnese, sito a Caprarola.

Caprarola, posta sul versante meridionale dei Monti Cimini, colpisce subito per la struttura urbanistica realizzata da Jacopo Barozzi da Vignola. La “Via Dritta”, oggi Via Filippo Nicolai, è l’asse principale che taglia in due la località e dal basso porta su in cima fino a toccare la scalinata di Palazzo Farnese.

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Inizialmente nacque come fortezza difensiva, per volere del cardinale Alessandro Farnese. In seguito, dopo che quest’ultimo divenne Papa, fu abbandonata. Circa vent’anni dopo fu poi ritrasformata in uno sfarzoso palazzo rinascimentale, grazie al lavoro del Vignola, incaricato dal nipote maggiore di Alessandro.

Gli interni sono ricchi di bellissimi affreschi realizzati dai grandi pittori dell’epoca, mentre anche l’esterno, fatto di giardini, terrazze e fontane, è degno di una tappa, magari anche per rilassarsi dopo la visita.

Altri monumenti consigliati:

  • Viterbo: Palazzo dei Papi, Cattedrale di S. Lorenzo, Palazzo dei Priori, Chiesa di S. Andrea
  • Bolsena: Collegiata di S. Cristina, Chiesa di S. Salvatore
  • Civita di Bagnoregio: Chiesa di S. Donato
  • Vitorchiano: Palazzo Comunale (Sala del Consiglio + vista dall’alto), Scultura del Moai

 

Natura

Avrei potuto mettere i laghi in questa sezione, però ho preferito distinguerli, in quanto qui voglio menzionare solo il verde che ricopre la Tuscia.

La regione è immersa in uno scenario naturale da fare invidia, circondata dalle due catene montuose dei Monti Cimini e Monti Volsini. Oltre agli ambienti acquatici infatti, il paesaggio è tutto un susseguirsi di boschi, faggete, riserve naturali, oasi, parchi. All’interno di queste zone, è facile che sbuchino ritrovamenti dell’antica civiltà etrusca.

A Sutri, per esempio, c’è il Parco Regionale Antichissima Città di Sutri, dove potrete trovare una necropoli, un anfiteatro e un luogo di culto chiamato Mitreo. Questo posto ospita una fauna composta da istrici, volpi e faine.

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La natura intorno a Tuscania

 

Interessanti anche i dintorni di Civita di Bagnoregio, collocata nella Valle dei Calanchi. Cosa sono sti Calanchi? Si presentano come particolari forme di erosione del terreno, create dagli agenti atmosferici, come le acque pluviali. Il paesaggio si mostra dunque ai nostri occhi come una serie di colline tortuose, segnate da profonde crepe e creste scoscese. Il basamento calcareo e argilloso della rupe su cui è arroccato quel gioiello di Civita è soggetto a una lenta e progressiva abrasione, in cui l’uomo purtroppo non può far nulla. E’ per questo motivo che viene chiamata “La città che muore”.

 

Cucina

In quattro giorni ho assaggiato diversi piatti tipici della Tuscia Viterbese, rimanendo soddisfatto dell’esperienza gustata. La cucina locale è semplice e genuina, influenzata dai sapori romani, umbri e toscani.

Mi sono trovato molto bene all’Antica Taverna di Viterbo, dove mi sono riforcillato prima con un piattone di pappardelle al cinghiale e poi con il Tusciamisù, il tiramisù tipico della Tuscia, fatto con prodotti tradizionali del territorio. Quantità abbondanti, prezzo giusto.

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Sempre a Viterbo ho provato la bipizza de Il Monastero, dove la pizza storica viene servita su due piatti e con due gusti differenti. Un must dei viterbesi!

Sul Lago di Bolsena invece, in quel di Marta, ho scelto il fresco pescato del giorno, ordinando un piatto di latterini fritti.

Insomma, nella Tuscia avrete l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il cibo. Un aspetto che non vi deluderà assolutamente!

 


 

Ecco quindi i cinque motivi per visitare la Tuscia. Bene, ora fatemi sapere qui sotto nei commenti se sono riuscito a convincervi!

10 commenti

    • pietrolley

      No allora io ho volato su Fiumicino e noleggiato l’auto lì! Poi sono andato a Caprarola, mettendoci un’ora e mezza circa tramite la Cassia, strada molto brutta e pericolosa di notte!
      Ci sarebbe la possibilità di usare l’autostrada, ma ci si mette di più!

  • Falupe

    Mi sembra che il tuo soggiorno abbia incontrato i tuoi favori. Borghi affascinanti e buona cucina non mancano da queste parti. Adoro questo luoghi e spesso sono le mie destinazioni dei we 😉

  • Giulia

    Nonostante io sia nata e cresciuta nel Lazio purtroppo non conosco benissimo la Tuscia. Sono stata in diversi posti svariate volte come Bomarzo, Viterbo, Bolsena, Vitorchiano e così via, ma devo ancora girarla bene. E poi si mangia davvero benissimo da quelle parti 😀

    • pietrolley

      Sì Giulia, si mangia da Dio! Prodotti semplici, genuini e gustosi!
      Quando tornerai nel Lazio dalla family, non scordarti di prenderti due giorni per un giro in Tuscia 😊

  • manu

    E’ una bellissima zona. Spero di riuscire a tornarci per vedere Calcata, l’ultima volta ho dovuto fare delle scelte, per questione di tempo, e me la sono persa.

  • Elena

    Ci sono stata anche io poco tempo fa, in queste vacanze di Pasqua, e mi trovo d’accordo su tutto quanto da te affermato: è una terra ricchissima di natura, cultura, gastronomia, natura!

    • pietrolley

      Sono certo che tu l’abbia saputa apprezzare nel migliore dei modi! Luoghi un pó snobbati nel complesso, eccezion fatta per Civita, ma che riservano belle sorprese!

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